Scrive Chiara riferendosi al post: La caccia allo scoop dell'8 marzo
ciao Nik, secondo me un servizio del genere giova sempre, in modo da tenersi informati o almeno cogliere una sfaccettatura di "come vanno le cose" in luoghi geograficamente lontani e culturalmente diversi. Di certo non smuoverà le masse, ma magari la coscienza del singolo. Qualche telespettatore ignaro potrebbe rimanerne colpito e, per esempio, provare ad attivarsi nell'approfondire l'argomento. Che ne dici?
Chiara
Ciao Chiara,
credo che per approfondire questo genere di situazioni ci sono i documentari, o i film "alla Mel Gibson".
Un servizio lanciato nel telegiornale di prima serata con titoli del tipo "CACCIA ALLE STREGHE IN KENYA" non offre nessun tipo di servizio perché è decontestualizzato e siamo portati a giudicarlo con parametri occidentali.
L'unico effetto ottenuto, piuttosto che incuriosire lo spettatore e spingerlo ad approfondire, è quello di allontanare il turismo, che è una delle voci più importanti della economia del Kenya, e quindi di contribuire ad aumentare la povertà e l'arretratezza (e di conseguenza le credenze con pratiche barbare) di queste zone rurali del Kenya.
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venerdì 20 marzo 2009
On Comment! Ancora sull'onestà giornalistica
Pubblicato da
NiK
alle
01:11
2
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Etichette: Caccia alle streghe, On comment, Onestà giornalistica
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