domenica 22 febbraio 2009

Il diario di Ferro


SETTE GIORNI IN KENYA (8)

16.02.09.IL LIBRO DELLA SETTIMANA.(o forse dell'anno) Titolo: "It's Our Turn to Eat" (È il nostro turno per mangiare) Autore Michela Wrong della BBC e Financial Times. Sotto titolo"La storia di un fischiatore keniota"

J. Githongo era l'alto consulente del presidente Kibaki, con l'ufficio nel palazzo presidenziale, dal quale conduceva una lotta solitaria contro la gran corruzione fino alla sua drammatica fuga in Inghilterra, per paura di essere eliminato fisicamente. Otteneva la protezione del governo britannico contro il tallonamento degli agenti del servizio segreto del Kenya. Il libro è altamente raccomandabile dal punto di vista storico ed è serializzato dal giornale "The Daily Nation"

17.02.09 LA BORSA DI NAIROBI È UN PORCILE.(Dai giornali) La manipolazione e vendita delle azioni dei clienti è rampante. Secondo un rapporto forensico pubblicato dalla Price- Waterhouse-Coopers gli azionisti l'anno scorso hanno perso almeno Ksh 1.3 miliardi (euro 13 milioni) Il rapporto danneggia gravemente la giá pessima reputazione del Nairobi Stock Excahange. La rivelazione piú scandalosa è quella del coinvolgimento nelle truffe, oltre che di normali impiegati, anche di due direttori di banche d'investimento private, che siedono nel consiglio d'amministrazione della Borsa. (i giornali non li nominano per ragioni giudiziarie) Quanto sopra forse spiega perche le banche britanniche tengano nelle casse circa $6 miliardi di fondi provenienti dal Kenya e Nigeria.

18.02.09. L'AMMINISTRAZIONE PROVINCIALE. Questo dipartimento, insieme alla polizia è uno dei piú corrotti del paese. Ieri il ministro in carica ha tirato le orecchie ai 49 nuovi Commissari Distrettuali durante il giuramento. Come di regola ogni nuovo governo aumenta il numero dei distretti amministrativi per procurare posti di lavoro ai fedeli del partito, amici, parenti e conoscenti. Il ministro ha minacciato serie misure disciplinari contro quelli che sovente vendono il cibo donato dal governo e altri enti assistenziali, invece di distribuirlo gratis. La maggior parte dei nuovi distretti non ha infrastrutture funzionanti e i funzionari operano nelle sale degli hotel o nelle osterie del paese.

19.O2.O9.ITALNEWS. * Gioia per la notizia della liberazione delle due suore missionarie di Cuneo rapite dai banditi somali quattro mesi orsono. Non si sanno ancora i dettagli del rilascio, ma le religiose sono in buone condizioni fisiche. (vide l'articolo di Alberizzi sul "Nation" del 21.02.09) * Anche l'Italia ha offerto assistenza medica alle vittime dei disastri del supermarket Nakumatt e dell'autobotte di Molo, donando medicine per un valore di Sh 4.8 milioni (euro 48 mila) * "Gemellaggio" Roma-Nairobi? Scrive Ayub Osinde: Gli automobilisti di Roma sono peggiori degli autisti dei "matatu" di Nairobi.

20.02.09. KSH 80 MILIONI (euro 800 mila) Questo è il totale raccolto ieri in favore dei superstiti delle due tragedie del supermercato Nakumatt e l'autobotte di Molo. I soldi sono destinati principalmente ha pagare le degenze in ospedale dei sopravvissuti. La cerimonia era condotta dal presidente, accompagnato dalle piú alte autorità statali. Dopo i discorsi dei politici, il microfono passava alle autorità religiose presenti. I mussulmani e i protestanti strigliavano verbalmente il presidente,il suo vice e il primo ministro accusandoli di malgoverno e di ignorare la rampante corruzione ad alto livello. Per i cattolici, il cardinale J. Njue, benché iscritto a parlare, non era presente alla funzione.

21.02.09.DALLE PROVINCE. Eldoret. A fine d'anno (2008) nella Rift Valley un totale di 3.420 ragazze sono state illegalmente circoncise tra Natale e Capodanno durante le vacanze scolastiche. Nelle zone di confine, certi genitori tradizionalisti, per sfuggire al bando governativo, portano le ragazze oltre confine in Uganda per "l'operazione" Molo.A pochi km dal luogo del tragico incidente, dove morivano carbonizzate 130 persone, una folla di gente accorreva di nuovo a raccattare il carburante che sgorgava da un'altra autobotte rovesciata sull'orlo della strada. Questa volta la polizia evitava un'altra tragedia. Malaba. Sul confine dell'Uganda il fiume Malaba è talmente contaminato da costringere la gente, due km oltre confine, per attingere acqua nel fiume Nairobia. Degli intraprendenti commercianti la vendono a Sh 1 il litro (euro 0.1)

22.02.09.LA SCELTA È TRA MORIRE DI FAME O LA PRIGIONE. Nella zona di Kibwesi la gente sempre piú si da ad abbattere le piante nella foresta di Kyulu Hills per produrre carbone di legna da vendere, sulla strada di Mombasa, a soli Sh 100 il sacco (euro 1.30) per comprare da mangiare. Nel frattempo rischiano l'arresto e la prigione (dove almeno si mangia, cosí dicono) Nel distretto almeno 50.000 persone giá soffrono la fame. Secondo la Croce Rossa in tutta la zona dell'Ukambani circa 538.600 persone hanno bisogno urgente d'assistenza. La crisi è dovuta alla persistente siccità e l'abbattimento delle piante per produrre carbone di legna non fa altro che aggravare la situazione.

ADDENDUM

L'AEROPORTO DI MOMBASA. Dallo "spazio ai lettori" sul portale "Malindikenya" si leggono le rimostranze di diversi turisti italiani maltrattati dal personale di servizio locale. Certe storie danno l'impressione che questo scalo aereo, almeno per gli italiani, sia una specie di "girone infernale" di dantesca memoria. Ci sarebbe scopo per le "nostre" associazioni operanti a Malindi-Watamu raccogliere, condensare, dotare di dati e date precise le lamentele dei turisti e, tradotte in inglese, farle pervenire agli "uffici competenti" o magari alla stampa locale. Rimane il quesito: Dove si lamentano le migliaia d'altri turisti, non italiani, che frequentano l'aeroporto? Sono anch’essi soggetti ai medesimi trattamenti burocratici? Oppure, gli "italiani brava gente" portano un marchio speciale? Forse la non fluenza nella lingua inglese li rende piú vulnerabili ai raggiri degli uscieri del "Kenya yetu hakuna matata"

Geoferro@africaonline.co.ke

2 commenti:

  1. Questo sito, una volta interessante e anche ben scritto, è diventato una vera schifezza da quando ospita, ma sarebbe meglio dire è stato fagocitato, dal "Diario di Ferro".
    Sneza offesa per il signo Ferro che non ho il piacere di conoscere (invece conosco Nik)

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  2. Al momento mi sto prendendo una pausa personale, e devo ringraziare tantissimo Giorgio ferro, che con il suo interessante e pungente diario, fa si che "Mal di malindi" rimanga vivo e continui a dare notizie interessanti e molto vere sul Kenya in generale.

    Prometto comunque che da marzo scriverò più spesso.

    Ciao

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