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domenica 23 maggio 2010

La proposta nuova costituzione del Kenya

Il 4 agosto 2010 in Kenya si voterà per il referendum di approvazione della proposta nuova costituzione.

Per chi fosse interessato a leggerne il contenuto, questo è il link per visualizzarla. Chi la volesse scaricare e leggere con calma sul computer o stamparla clicchi qui.

sabato 15 maggio 2010

Gran Sportello Italia

Avevo promesso a Francesca Alderisi di non parlarne fino a quando non sarebbe andata in onda, ecco perché ne accenno solo adesso.

Francesca Alderisi, la conduttrice tanto amata dagli italiani all'estero per aver condotto per anni Sportello Italia su RAI International (ora RAI INTERNAZIONALE) mi ha chiesto, visto che passavo per Roma durante il mio ultimo viaggio in Italia, di farmi una intervista per il nuovo "Gran Sportello Italia" su Malindi e sul Kenya.

Naturalmente ho accettato ben volentieri, ed è stata una grande occasione per parlare di Malindi, ma anche una bella esperienza ed una opportunità di conoscere di persona Francesca Alderisi.

Un GRAZIE di cuore a Francesca e alla regista Elvira Castellano anche per aver mostrato qualche immagine di questo blog, oltreché le mie fotografie che mi aveva chiesto di lasciarle sul Kenya.

venerdì 6 novembre 2009

Un chiacchierata con Francesca


Ieri ho avuto il piacere di fare una chiacchierata su Malindi e sul Kenya con Francesca Alderisi.

Il video della telefonata e' visibile su www.prontofrancesca.it

lunedì 27 luglio 2009

Diamo un calcio al passato


Riferendomi alla possibilità' di connessioni internet veloci per il Kenya, tempo fa avevo scritto un articolo che si intitolava "2009 l'anno del contatto", parafrasando il film (sequel del più famoso 2001: odissea nella spazio) che prevedeva invece nel 2010 l'anno del contatto.
Diciamo che il contatto c'e' stato, ma i benefici (anche in termini di costi) si cominceranno a vedere solo (forse) nel 2010, nel qual caso dovremo probabilmente ringraziare anche i mondiali di calcio in Sud Africa che richiederanno connessioni veloci, sicure ed economiche.
Qui un articolo di punto informatico di oggi sull'argomento.

giovedì 23 luglio 2009

Riflessioni pericolose?


"Come mai oggi ci stiamo mettendo più tempo del solito? La strada mi sembra in ottime condizioni" mi chiede mio padre che ero andato a prendere all'aeroporto di Mombasa ieri mattina.

Erano da poco passate le 12:30, ed eravamo quasi arrivati a Malindi, avendo già superato da una decina di chilometri Gede, ma per delle persone che erano in viaggio dal giorno prima anche 10 minuti in più sarebbero sembrati lunghissimi. Inoltre la fame cominciava a farsi sentire, ma almeno il tempo nuvoloso e senza pioggia era ideale per viaggiare.

"Sono andato piano, in fondo non abbiamo fretta, e comunque siamo quasi arrivati" gli rispondo mentre rallento. In lontananza infatti, un poliziotto si era messo in mezzo alla strada con il braccio alzato, facendo chiaramente segno di fermarsi.

Prudentemente metto la freccia e fermo il pulmino, accostando sulla sinistra.

Apro il finestrino: "Habari?" chiedo al poliziotto.

"Mzuri" dice lui mentre mi osserva attraverso il vetro del parabrezza a cui aveva avvicinato di molto il viso per leggere la scadenza scritta sul tagliando dell'assicurazione. Io lo guardo e gli sorrido mentre lui comincia un controllo dettagliatissimo del mezzo. Osserva le gomme che avranno percorso poche migliaia di chilometri e a cui avevo controllato la pressione la sera prima in vista della mia andata a Mombasa, poi guarda chi e' seduto in macchina, infine osserva di sbieco la carrozzeria.

Poi si mette di nuovo di fronte al pulmino e fa un paio di passi indietro. Si riavvicina, e bussa con le nocche vicino al parabrezza.

"Questo parabrezza ha un problema" dice.

Li per li ho pensato che probabilmente il vetro aveva un qualche microscopico graffio di cui non mi ero mai accorto. Mi metto un po' sulla difensiva: sapevo che cercava una scusa qualsiasi per un "Kitu Kidogo".

Osservo per bene il parabrezza mentre avevo ancora le mani sul volante e la cintura allacciata e non vedo assolutamente niente. "Qual'è' il problema?" chiedo.

Non riesco neanche a finire di formulare la domanda. "Riflette troppo" risponde.

Mi scappa per un attimo un sorriso, ma gli rispondo serio: "non ho capito", gli dico.

"Il parabrezza riflette! Mi favorisca la patente". Mentre mi slaccio la cintura per liberare meglio i miei movimenti traduco incredulo dall'inglese a mio padre e ai suoi ospiti che erano seduti dietro e che osservavano l'evolversi della situazione con aria preoccupata: "Ha detto che il parabrezza riflette!".

Recupero la patente dal cassetto e la porgo al poliziotto. Lui prende la patente e attraversa la strada per raggiungere la macchina di servizio parcheggiata dal lato opposto. Recupera da questa il blocchetto delle contravvenzioni, riattraversa la strada, si avvicina al mio finestrino e comincia a scrivere copiando le mie generalità dalla patente.

"Guardi, mi scusi, non ho capito bene. Mi dice qual'è il problema per favore?" chiedo di nuovo. "Il suo parabrezza riflette troppo, scenda dalla macchina prego".

In quel momento passava un'altra macchina, con dentro due kenioti. Lui fa segno a questa di fermarsi poco davanti al mio pulmino. Si avvicina alla macchina e scambia due parole in kiswahili. Controlla l'assicurazione della macchina fermata e mi fa "Venga qui".

Gli vado vicino. "Vede come il vetro della sua macchina riflette di più di questa?". "No" gli dico io un po' stizzito, "a me sembra che riflettano proprio in egual misura, forse il mio vetro e' un po' più pulito".

"Lei ha gli occhiali da sole e non vede la differenza"dice lui.

Mi levo gli occhiali: "Non vedo nessuna differenza!" dico io. Il poliziotto a questo punto aspettava chiaramente che gli sganciassi qualcosa, ma io ero ben deciso a resistere. Mi guarda di nuovo e non vedendo la mia mano intraprendere nessuna azione, finisce di scrivere il verbale e me lo porge.

Risalgo in macchina e lo leggo: non ci potevo credere! Alla voce "Answer a Charge of" c'era scritto: "REFLECTIVE FRONT WINDSCREEN"!

Aveva davvero scritto che il mio parabrezza rifletteva, motivo per il quale avrei dovuto presentarmi in corte di fronte al giudice il giorno dopo (questa mattina) alle 8 del mattino.

Arrivato a Malindi faccio una fotocopia del verbale e vado verso il centro cercando qualcuno a cui raccontare la mia storia che sapevo avere dell'incredibile. Cosi' ho fatto: ho raccontato tutto a chiunque avessi incontrato italiani kenioti o tedeschi... anche semplicemente per sfogarmi.

In corte questa mattina comunque non ci sono andato: un amico keniota a cui avevo raccontato il tutto, e che aveva evidentemente qualche amico nelle alte sfere della polizia, mi telefona la sera verso le undici e mezza dicendomi che aveva fatto sistemare la cosa.

Io sono convinto che l'abbia fatto per fare un piacere alla polizia, piu' che a me: non avevo chiesto un simile intervento e mi e' anche un po' dispiaciuto che sa finita cosi'... avrei voluto davvero vedere di cosa mi avrebbe potuto accusare il giudice il giorno dopo: "Colpevole di riflettere troppo".

martedì 2 giugno 2009

Nairobi (Kenya) / Quando la Polizia è corrotta e il Governo nega

Articolo tratto da Jambo Africa

Esiste un Rapporto delle Nazioni Unite o meglio del Rappresentante speciale dell' ONU per i Diritti Umani, un certo Philip Alston, che accusa pesantemente la Polizia del Paese africano di violazione dei diritti umani e civili più elementari.

Per qualcuno, trattandosi d'Africa, si dirà che è quasi normale. Ma il Kenya è una nazione dove,tempo addietro, prima degli ultimi subbugli politici, certe cose accadevano magari con discrezione e costituivano più un'eccezione che non la regola. Come è invece oggi.

Il Rapporto attesta che esistono prove che collegano ufficiali di Polizia ad uccisioni extra-giudiziarie, che non esiste neanche lontanamente una" Giustizia" efficiente nei processi in tribunale e, peggio ancora, non mancano minacce e aggressioni a responsabili di organismi ed associazioni in difesa dei diritti del cittadino.

Questo è il quadro che il documento traccia. E, sempre nel documento in questione, Alston chiede la costituzione di una commissione d'inchiesta in merito, la rimozione del capo della Polizia, Husein Alì, e del Procuratore generale,Amos Wako.

Ovviamente le accuse e i provvedimenti, presenti e richiesti nel Rapporto , sono stati globalmente rigettati dal Governo in carica.

Anzi la giustificazione del Governo è stata quella della "non comprensione" della peculiarità del contesto kenyano da parte di Alston. L'inchiesta di Alston, per altro, aveva avuto inizio in febbraio.

A giorni comunque è atteso a Ginevra il procuratore generale Wako, che dovrà rispondere di queste accuse dinanzi alla Commissione ONU per i Diritti Umani.

Non ci facciamo grandi illusioni che il monito di Ginevra possa modificare la situazione a Nairobi e in Kenya.

Tuttavia è importante che se ne parli, che la stampa e i media in generale ne diano notizia.

La stampa di mezzo mondo dovrebbe infatti imparare a rendere un corretto servizio all'Africa, cosa che non fa assolutamente.Presentare il negativo ma sopratutto il positivo ,perchè esiste.E ,per il negativo ,indicare modalità e strategie per superare l'impasse.

Questo è quanto si aspetta l' AFRICA e sopratutto gli africani.Sarebbe ora che"qualcosa "cominciasse a cambiare.

A cura di Marianna Micheluzzi (Ukundimana)

Il diario di Ferro


Sette giorni Kenya (22)

25.05.09. Minorenni allevati come terroristi. È ormai accertato che Al-Shabaab, il piú virulento dei ribelli islamici somali, recluta minorenni in Kenya per addestrarli come terroristi e suicidi. Bambini,, anche di 12 anni,sono facilmente portati in Somalia oltre il poroso confine. I reclutamenti avvengono, oltre che nei villaggi di confine, anche nei campi dei profughi e piú significativamente nel sobborgo di Eastleigh in Nairobi. Qui le numerose scuole islamiche-madrassa- sono terreno fertile per indottrinare i minorenni che sovente sono poi trafugati in Somalia all'insaputa dei genitori.

26.05.09. Il sesso "debole" In Kenya ogni giorno circa 1.5 milioni d'uomini sono regolarmente malmenati dalle consorti nell'ambiente di famiglia, altri sono forzati a cucinare, lavare, pulire la casa e curare i bambini. Molti casi non sono resi noti per evitare stigma o ridicolo sociale. Altri uomini si lamentano addirittura di essere violentati sessualmente o cacciati fuori casa per una notte, forzandoli a dormire in macchina o nei bar. Questi dati sono resi noti dall'organizzazione Maendeleo ya Wanaume (organizzazione per il benessere maschile) Oltre il 60% delle donne intervistate nei 40 distretti concordano con i risultati del sondaggio.

27.05.09. L'allievo piú vecchio del mondo. Si chiama Stefano Marughe di 90 anni nativo di Eldoret che ora frequenta la settima classe elementare anche se sofferente di cancro e ridotto nella carrozzella. Ieri è stato battezzato nella Chiesa Cattolica di Kariobangi nel sobborgo di Nairobi dove è ricoverato nella Chesire Home per gli anziani che aveva gia ricoverato lo scomparso cardinale Otunga. Marughe è un ex MauMau che aveva combattuto per la libertá del paese. Durante i disordini post elettorali del 2007 anche lui, con altre migliaia di Kikuyu, fu cacciato dalla sua abitazione in Eldoret.

28.05.09. Il sesso "forte" Non ostante le lamentele degli uomini-vide sopra-nella "lega" delle violenze famigliari i maschi guidano ancora la classifica. Uno studio del Kenya Demographic Survey indica che circa il 50% delle donne nel paese soffre di violenze da parte dei mariti, propiziate generalmente da abuso di bevande alcoliche e droga. Il sondaggio peró conferma che, sempre piú frequentemente, le donne restituiscono agli uomini il 50% di quel che ricevono. È anche reso noto che, come tutto il resto in Kenya, l'intensità dei pestaggi in favore di una parte o l'altra varia a secondo dalle appartenenze tribali. Nella Provincia Centrale, a maggioranza Kikuyu, la percentuale degli uomini "malmenati" si aggira sul 72%

29.05.09. Il "scisma" matrimoniale. Da tempo le diocesi di Kitake e Kisumu sono nelle notizie per il numero di preti locali che pur senza "gettare la tonaca alle ortiche" ne buttano solo il celibato. L'ultimo caso è di un ex seminarista, Francis Nyawir, che è stato accettato nella chiesa ribelle guidata da un altro prete coniugato padre Gabriel Shiundu, sposato con un'ex suora. L'ordinazione di Nyawir e di due "vescovi" locali è programmata per domani e sará condotta dall'arcivescovo tedesco (coniugato) Raymond Carl, primate mondiale-scomunicato- della chiesa ribelle "Ecumenical Catholic Church" che peró riconosce l'autorità e la dottrina del Papa, eccetto il celibato che non è un articolo di fede.

30.05.09. Si "puliscono" le spiagge. È capitato ieri in quel di Watamu. Una banda di residenti locali, guidati da due consiglieri comunali, armati con spranghe e una moto-sega, distruggevano una baracca e un paio d'ombrelloni sulla spiaggia, dichiarando di essere usati da "stranieri bianchi" per abusare sessualmente ragazze minorili. Davanti alle telecamere mama rebecca Nanga diceva:"siamo stufi di questi bianchi che abusano le nostre bambine per pochi spiccioli"

31.05.09. Asterischi.

# Giustizia a rilento. Nei casi di querele per le proprietà terriere, i casi pendenti nei tribunali possono durare anche 30 anni prima della conclusione. E.M. Karanjia di 71 anni aspetta da 25 anni. Joseph Ogola di 50 anni, aspetta da 21 anni. Il caso di Edward Maina di 60 anni è durato 25 anni.

# Appannaggio alle mogli. La "Law Society of Kenya" (Associazione Nazionale dei Legali) ha dichiarato illeciti gli assegni mensili di Shs 500 mila (euro 5.000) assegnati alle mogli del Vice Presidente e del Primo Ministro. Le due signore hanno tuttavia promesso di donare i soldi, dopo deduzione delle spese amministrative, ad opere d'assistenza. I legali non hanno menzionato l'appannaggio assegnato alla moglie del presidente.

# Infezione HIV. Il Ministero della Salute Pubblica, con finanziamento dal Canada, ha stabilito delle cliniche mobili per l'esame dell'infezione HIV tra le circa 7.000 prostitute che operano nel centro di Nairobi. I laboratori su ruote sono dislocati di notte nelle piú zone "calde" della cittá ed è in programma di collocarne alcuni sulle autostrade dove si fermano i camionisti.

# Dignità nazionale. Durante il regime del dittatore Moi, tutti i nuovi edifici pubblici in costruzione dovevano portare il titolo "Nyayo" il nomignolo dell'allora presidente. La ditta Coca-Cola ha offerto Sh 150 milioni (euro 1.5 milioni) per ristrutturare lo Stadio Nazionale Nyayo, da anni quasi in rovina a patto che sia ribattezzato "Coca Cola Stadium" Tutti sono d'accordo eccetto la ministra dello sport che dichiara il nuovo nome un insulto alla nazione. La Coca-Cola si tiene i soldi.

By: geoferro@fricaonline.co.ke

mercoledì 27 maggio 2009

L’UNICEF e la prostituzione minorile.

Uno studio dell'agenzia UNICEF delle Nazioni Unite, del 2006, pubblicato sul "Nation" il 24.05.09 (clicca qui per leggere l'originale nd NiK), indica che almeno 15.000 minorenni sono indotti alla prostituzione sulla costa del Kenya e inevitabilmente tira in ballo Malindi, i turisti, gli italiani, i tedeschi e gli svizzeri.

I locali sono menzionati dal Prof. Shihanya dell'Universitá di Nairobi come partecipanti al "crimine" al 39%. La rimanenza è assegnata a chi ha "molti soldi" ovvero i turisti sopra menzionati ( Negli slums di Nairobi bastano 50 scellini al colpo. Ndr)

L'editoriale del Daily Nation segue a ruota, peró qualifica lo studio dell'Unicef con la frase "se il rapporto è da considerasi credibile" ed esorta pateticamente le "forze dell'ordine" a sradicare per sempre la prostituzione dai centri turistici della costa. Il resto del paese non è menzionato. Non si dubita che il giornale sia ben informato pero un p'ó indietro nel tempo quando esorta i turisti a tenersi i tasca i loro Dollari, Marchi e Lire "anche al nostro costo di morte e malattie" (interpreti chi può. Ndr)

Ritornando all'Unicef, il rapporto questa volta si concentra nell'uso dei preservativi (condoms) mettendo in fondo alla classifica dei consumi i keniani (senza specificarne il colore della pelle) seguiti dagli italiani e i tedeschi, mentre nella "lega" dei pedofili, oltre ai sopra menzionati, sono inclusi anche gli svizzeri. Inevitabilmente Malindi è descritto come un hot spot (punto caldo) della pratica.

L'Unicef o i giornalisti locali non sembrano tener conto dei numerosi casi, alcuni pendenti nei tribunali o in prigione che affliggono membri d'altre nazionalità dall'Autralia al Canada e oltre.
A parziale discarica, in favore dei pedofili, è rivelato che molti minorenni portano carte d'identità false, ottenute tramite le autorità che dovrebbero "estirpare il vizio" come istigate dal " Daily Nation" e che in molti ambienti tribali la pratica sessuale precoce, o il dare in "matrimonio" bambine di 12-13 anni non è considerato "tabuu". Inoltre esiste sempre l'usanza da parte dei genitori "poveri" di indirizzare la figliolanza a partecipare al traffico, a scopo di lucro e sovente di ricatto.

È lecito domandarsi dove i burocrati delle Nazioni Unite ottengono i dati sull'uso dei condoms tra le nazionalità sopra nominate, tenendo conto che tratta di funzioni piuttosto intime. Sono i minorenni diventati cosi raffinati da tenere un diario o un "libro di carico" oppure domandano di vedere il passaporto per poi passare le informazioni al quartier generale dell'ONU a New York?
Come fa una bambina/no a distinguere la nazionalità di un muzungu da un altro? Forse la lingua? Difficile nel caso dei multi-etnici svizzeri o il colore dei soldi? Non certamente i Marchi o le Lire del "Nation"

Forse l'italiano è individuato dalle mutande firmate da Armani, il tedesco dal puzzo della birra e lo svizzero dall'orologio d'oro Rolex.

L'ONU ha altre fonti d'informazione in Kenya. Chi abita a Nairobi e ha frequentato-o continua a farlo-la leggendaria Koinange Street non avrà mancato di notare la folta presenza notturna di personale UN di stanza a Gigiri. È logico assumere che i membri dell'ufficio Unicef siano presenti, non in cerca di "divertimento" ma piuttosto per "ragioni di lavoro" ossia la raccolta di dati precisi su quali nazionalità praticano la pedofilia, e usano o no i condoms. Si pensa che questa ultima "ricerca" comporti delle logistiche piuttosto difficoltose.

Questo personale, nei rari casi d'intervento delle "forze dell'ordine" per sradicare la prostituzione, come auspicato dal "Nation" si avvalgono del passaporto diplomatico del quale sono dotati.

In effetti, in mancanza di chiarificazioni da parte dell'Unicef o dal giornalista Wesangula che ha firmato l'articolo, lo si puó tranquillamente considerare un pezzo di zavorra editoriale stantia.

By: geoferro@africaonlime.co.ke

mercoledì 6 maggio 2009

Sole a catinelle

Questa foto l'ho scattata stamattina da un tetto di una casa vicino al mare. A testimonianza delle bellissime giornate che stanno prolungandosi in quella che avrebbe dovuto essere la stagione delle piogge.

Stagione delle piogge che quest'anno sembra che tardi ad arrivare, ma che comunque, anche quando negli anni passati e' arrivata puntuale, non mi e' mai sembrato fosse qualcosa di davvero cosi' tragico.

A me sembra più che altro che questa storia della stagione delle piogge sia notevolmente pompata dai vari tour operator che intendono spingere il flusso turistico dove gli fa più comodo, ma la verità e' che se la gente va alle Maldive dove spesso trova una settimana di pioggia, allora potrebbe tranquillamente venire in Kenya durante la bassa stagione, dove troverebbe prezzi abbordabili, un mare splendido (vedi foto) e tutta la magia di un posto al sole che secondo me può essere sfruttato per almeno 10 mesi l'anno.. altro che Sharm!

lunedì 16 marzo 2009

Considerazioni sulle mura della città.

"Il Kenya non ha la mentalità turistica... prendi L'Egitto, loro si che sanno come coccolare i turisti..."

Quante volte parlando tra di noi ci siamo detti una frase simile o altre del tipo "la polizia turistica è corrotta e importuna i turisti... i beach boys sono troppo insistenti... le infrastrutture sono inesistenti... l'acqua va via.. la corrente è a singhiozzo..." eccetera, tutto vero.. il Kenya deve migliorare, e però qualcosa si muove.

Le strade extraurbane stanno migliorando, l'acqua è arrivata a Mayungu, la corrente sembra più stabile, il visto d'entrata è stato dimezzato, i beach boys sono stati regolamentati e dal 27 giugno potremo addirittura navigare in internet con la banda larga.

Adesso tocca a noi italiani, si perché oggi passeggiavo sulla spiaggia ed ho incontrato una anziana signora inglese residente da molto prima che i primi alberghi italiani sulla spiaggia Silversand venissero costruiti che mi diceva "la spiaggia non è mai stata in condizioni così pessime" ed io non ho potuto fare altro che darle ragione, scusandomi a nome della comunità italiana.

I muri costruiti per rubare un metro di spazio in più alla spiaggia pubblica -facente parte in teoria di un parco marino protetto-, costruiti così in la che le onde di alta marea gli si infrangono contro con violenza, non permettendo a chi volesse recarsi sulla spiaggia a passeggiare di poterlo fare, sono la rappresentazione di una cafonaggine e un disprezzo verso l'ambiente (certo favorito dal lassismo della Kenya Wildlife Service che dovrebbe far rispettare una legge che esiste e dice che in Kenya non si può costruire a meno di 30 metri dalla linea dell'alta marea, se non per una questione di ecologia e rispetto dell'ambiente, almeno perché è un confine di Stato) che trova difficilmente eguali in altre parti del mondo.

Questi muri oltretutto vengono sistematicamente distrutti dal moto ondoso, che è molto più forte di quello presente sulle coste del Mediterraneo, essendo questo un mare chiuso.

Forse è qui la spiegazione: noi italiani pensiamo di essere molto più furbi degli inglesi, dei portoghesi o di quanti altri europei prima di noi (che forse perché avendo a che fare anche con l'oceano Atlantico ne hanno una esperienza ancestrale) non hanno mai tentato di fermare l'oceano Indiano, ed hanno sempre lasciato che in fondo sia lui a decidere fin dove arrivare, come e quando gli pare a lui.

Avete mai notato che gli unici porti sull'oceano sono da sempre stati quelli che approfittavano di ripari naturali offerti da Barriere coralline (Malindi), isole (Mombasa, Lamu) o fiordi (Kilifi)... ci sarà ben stato un motivo! Sull'oceano non si costruiscono porti o qualsiasi altro tipo di costruzione artificiale, l'oceano non è il Mediterraneo!

Noi invece costruiamo i muri sulla spiaggia (se non addirittura costruzioni neoclassiche sotto il naso e gli occhi della KWS tappati dal fetore dei soldi) che verranno sistematicamente distrutti dall'oceano in breve tempo. Si perché non c'è niente da fare, inutile illudersi: l'oceano vincerà sempre.

E allora adesso tocca a noi italiani, dicevo, un gesto di buona volontà: leviamo i muri dalla spiaggia. In questo momento la maggioranza di questi muri sono pericolanti e pericolosi per i turisti stessi che vorrebbero difendere (da chi?) e grandi pezzi di alcuni di essi giacciono sulla spiaggia, rischiando di ferire l'incauto turista che non dovesse vederli nel caso fossero coperti dall'acqua dell'alta marea.

In fondo ci sono anche esempi positivi che dimostrano come la spiaggia possa essere vissuta senza muri: il Kilili Baharini, La Rosada o (da poco e con l'aiuto del mare) il Blue Key, stanno li a dimostrarlo e sono un esempio a mio avviso positivo.

"Farò qualche foto.. e cercherò di scrivere qualcosa sul mio blog" ho detto all'anziana e sorridente signora inglese, "ma sarà difficile".

venerdì 13 marzo 2009

Visto? Paga solo uno su quattro!


Contro il logorio della vita, e comunque in tempo di crisi... conviene il Kenya!

Dal 1 Aprile venire in kenya costerà molto meno, specialmente per le famiglie che volessero visitare il paese dei parchi.

Il ministro Balala infatti e' riuscito nell'intento di far dimezzare il costo del visto di ingresso da 50 dollari (dopo la elezione di Obama sembra che gli Euro all'ingresso non li vogliano più) a 25 dollari, mentre addirittura i ragazzi sotto i 16 anni non pagano nulla.

A conti fatti un bel risparmio per una famiglia di 4 persone composta da 2 adulti e 2 bambini: 150 dollari, come se pagasse il visto una sola persona su 4.

Speriamo che non sia un pesce d'Aprile.

Cliccare per credere: Telegraph, Travel agent, Travel weekly, oltreche naturalmente MalindiKenya.net

venerdì 6 febbraio 2009

Impressioni di viaggio


Oggi "il giornale" ha pubblicato le impressioni di viaggio di alcuni lettori che sono venuti a trascorrere a Malindi qualche giorno di vacanza, usufruendo di una iniziativa dello stesso giornale.

Le riporto di seguito:

Emanuela scrive:
Desidero esternare la mia riconoscenza al nostro Giornale che, grazie a questa iniziativa mi ha permesso di vivere un'esperienza nel suo genere unica, in un ambiente naturale splendido a contatto con un'umanità autentica e commovente. Le emozioni che ho provato resteranno in me a lungo. A tutti voi del Giornale il mio "asante sana".

Luciano scrive:
Mia moglie ed io siamo tornati entusiasti dal viaggio in Kenya organizzato dal "Giornale", al quale siamo grati per l'esperienza unica fattaci vivere, grazie anche alla capacità e alla solerzia dell'amico Passaquindici. Non è stata la classica vacanza di mare - che anzi, in virtù della stagione a ridosso delle piogge e delle maree sfavorevoli, è diventato secondario (ma quale escursione marina nella zona detta "Sardegna 2"!).
Però la bellezza dei luoghi, i comforts del villaggio, straordinario parco equatoriale, l'accoglienza calda ed ospitale della popolazione di Malindi ci hanno confortato e riempito le giornate.
Con il popolo del "Giornale" abbiamo poi vissuto una bella esperienza di integrazione: finalmente idee e sentimenti omogenei e scambievoli, senza l'accapigliarsi che caratterizza ormai la vita delle nostre città e perfino delle famiglie.
Ma sopra ogni altra cosa due sensazioni irripetibili e commoventi: lo scenario grandioso della savana, con i suoi riti quotidiani di sopravvivenza e di morte; e gli occhi tristissimi – severi e imploranti a un tempo – di in piccolo Keniota della scuola - orfanatrofio (ma anche delle centinaia di altri bambini) che Passaquindici ci ha fatto visitare. Una commozione che mi ha mosso senza remore al pianto e che mi induce a fare qualcosa per questi poveri bambini.
Il Giornale assuma quindi iniziative anche modeste ma concrete al riguardo ed inviti i lettori - il nostro popolo generoso – ad aderire secondo le possibilità di ciascuno.
Siamo infine in attesa di prossimi altri programmi di viaggio cui dovremo partecipare ancora più numerosi, nello stesso spirito che non è solo di svago ma anche di propositi di solidarietà umana e sociale. Grazie, grazie di tutto.

Paolo scrive:
Dopo aver viaggiato in Brasile e in Sud Africa, quindi dopo aver visto favelas e baracche, confesso, per la prima volta, di essermi sentito veramente impotente di fronte alla povertà e abbandono in cui versa la popolazione kenyana. Se poi pensiamo che siamo stati a Malindi, località marina ove il turismo aiuta moltissimo la popolazione locale, possiamo immaginare invece come possano essere le condizioni in cui si trova la popolazione residente all'interno o nei pressi degli altipiani.
Devo altresì riconoscere, per quel che ho potuto capire, che la mentalità di coloro che ho avuto la possibilità di avvicinare e con i quali ho potuto trascorrere anche lunghi periodi di conversazione (per inciso quasi tutti i giovani di Malindi parlano molto bene la nostra lingua, poiché in questa cittadina vivono circa 2mila italiani) è abbastanza intrisa di "fatalismo". Ovvero si vive giorno per giorno, senza fare programmi per il futuro e ciò naturalmente condiziona fortemente lo sviluppo di tali aree. Per fortuna vi sono molte organizzazioni, laiche e religiose, che assistono tali popolazioni, soprattutto nella fase dell'infanzia, ma vi è veramente tanto da fare. Per concludere, ho incontrato una signora toscana che trascorre molta parte del suo tempo a Malindi e che mi ha raccontato come con la sua organizzazione di beneficenza sta cercando di insegnare ai nativi alcune attività elementari: cucire, intagliare, colorare, al fine di instillare, soprattutto nella mentalità dei giovani, quello spirito imprenditoriale, vero motore del progresso e della crescita sociale. Devo riconoscere che gli oggetti da loro prodotti sono fatti con buona tecnica e perizia.
Ecco credo che, oltre alle donazioni, adozioni a distanza, eccetera, eccetera, si debba cercare di far crescere queste popolazioni, insegnando a loro le attività artigianali di base e invogliarle a rimanere nel loro territorio e lì crescere e far crescere i loro conterranei, piuttosto che aprire le braccia, accoglierli qui da noi e poi abbandonarli per le strade.

mercoledì 5 novembre 2008

Obama Day


Grandi festeggiamenti per tutta la notte in Kenya per la vittoria del primo uomo di colore (e per giunta keniota) alle elezioni presidenziali americane.

Il giorno della vittoria di Baracchino, il presidente Kibaki preso dal delirio collettivo, decide che come in America anche in Kenya, "patria" del nuovo presidente americano, ogni cosa è possibile e indìce subito per domani una festa nazionale: è Obama day!

martedì 14 ottobre 2008

Obamammamia!


Ultimissimi pettegolezzi sul candidato democratico alla casa bianca Barak Obama: cittadino americano, nato in territorio americano (nelle Hawaai) e quindi legittimamente abilitato a candidarsi come presidente della nazione piu' influente del mondo (o che almeno fa venire l'influenza alle altre nazioni nel caso starnutisse qualche mutuo indigesto).

Stando a quanto si legge in rete su altri blog ad esempio qui o qui, la nonna paterna di Barak, naturalmente orgogliosissima del successo del nipote, sembra abbia avuto a dichiarare che Baracchino (come lo chiama lei) sia nato in Kenya, e che anzi lei fosse presente di persona al parto!

La nonnina naturalmente non immagina minimamente che un requisito fondamentale per candidarsi alla presidenza degli Stati Uniti D'America sia quello di essere nato in territorio americano...

venerdì 10 ottobre 2008

Moi Day


Oggi in Kenya e' festa nazionale, si festeggia il MOI DAY, ovvero la giornata dedicata al secondo presidente del Kenya: Daniel Toroitich Arap Moi, nato nel 1924 ed in carica dal 1978 al 2002, ancora in vita e politicamente attivo...

Il Kenya dall'indipendenza ha avuto solo tre presidenti: Jomo Kenyatta, Arap Moi e Mwai Kibaki e in fondo e' meglio cosi'... visto che ognuno vuole la sua giornata commemorativa...

mercoledì 8 ottobre 2008

Il Kenya fa campagna elettorale per Mc Cain


Cacciato via! Il Kenya mostra i muscoli...

questo si legge nella prima pagina dello Standard di oggi.

La notizia più importante della giornata in Kenya e' l'arresto dello scrittore americano Jerome Corsi autore del libro "The Obama Nation" fortemente critico nei confronti di Barak Obama attuale eroe nazionale del Kenya candidato democratico americano alla casa bianca:

Jerome e' stato prelevato dalla sua camera d'albergo poco prima che potesse tenere la prevista presentazione del suo libro, regolarmente presente nelle librerie di Nairobi.

E' stato arrestato dagli ufficiali dell'ufficio immigrazione, in quanto aveva un visto turistico e pertanto non poteva lavorare in territorio keniota... suscitando un grande clamore negli Stati Uniti, dove praticamente tutti i giornali riportano la notizia in prima pagina, sotto l'argomento "elezioni 2008".

Quindi mentre il figlio prediletto della nazione keniota vinceva il confronto in diretta in TV con Mc Cain ipotecando la vittoria finale, la sua "madre patria" gli metteva i bastoni tra le ruote arrestando ed espellendo un cittadino americano con una scusa qualsiasi per le sue idee politiche avverse al figliol prodigo, e quindi andando contro tutte le idee democratiche di liberta' di espressione su cui (almeno apparentemente) si fonda la nazione americana.

Un pasticcio alla keniota insomma, in un momento delicatissimo della campagna elettorale americana, ad un mese dalle elezioni... se fossi Barak mi incazzerei non poco...

Per approfondire:
Il Messaggero
Los angeles times

domenica 28 settembre 2008

Il Kenya vorrebbe far fronte alla cronica mancanza di energia con il nucleare


Il Ministro dell'energia Mr Kiraitu Murungi ha detto che il Kenya cerca investitori e partner con le conoscenze tecniche adatte per poter costruire una centrale nucleare che possa produrre 1000 megawatt di energia, così da far fronte alla sempre maggior richiesta di energia che sta facendo si che ultimamente i costi della stessa stiano andando letteralmente alle stelle.

Secondo i ministro se il piano dovesse avere successo, il Kenya potrebbe diventare il maggior esportatore di energia dell'Africa Orientale.

"L'uso dell'energia nucleare per scopi civili e pacifici è ormai accettato globalmente. In Kenya non dovremmo aver timore di menzionare la parola nucleare in questi casi" ha detto il ministro.

mercoledì 24 settembre 2008

Il Kenya è la nazione più corrotta dell'Est Africa


Questo dice l'ennesimo studio, questa volta portato avanti da "Transparency international" che classifica il Kenya al 147mo posto su 180 nazioni prese in esame a livello mondiale, e comunque ultima tra quelle dell'Africa orientale.

Secondo lo studio il Kenya è una delle nazioni in cui la corruzione è aumentata in maggior misura dall'anno scorso a quest'anno, chiaro indice -secondo il direttore di Transparent International Kenya Mr
Job Ogonda-, che il governo Keniota sta facendo poco o nulla per combattere la corruzione.

Secondo il sig. Ogonda "la corruzione si sta radicando in profondità in corpi governativi come le forze di polizia, il sistema giudìziario e le istituzioni sanitarie"

Secondo lo studio, il kenya "compete" con la repubblica democratica del Congo e il Bangladesh.

Qui la fonte della notizia

mercoledì 10 settembre 2008

Prova ad immaginare...


"Immagina di essere su una sabbia bianchissima sotto alberi di palma, e che tutto il tuo corpo e' accarezzato da acqua turchese dell'oceano indiano che luccica mentre in lontananza, all'orizzonte, le onde ti si offrono uniche e pittoresche e serene dalla barriera corallina. Bene, non cercare più lontano perché il Kenya ti offre la migliore esperienza di mare mentre il nuoto, le immersioni e le avventure sono sinonimo di relax".
Questo si legge sul sito travelsportsliving.com

Sentivo davvero la voglia di segnalare qualcosa di positivo.

lunedì 8 settembre 2008

A ognuno il suo...

Tratto da Esterrefatti

05.09.08.

Lo sport dei poveri. Un milione di $ = 70 milioni di Khs = 700 mila euro, è quello che la ragazza 18nne, dalle parti di Eldoret, ha vinto ieri pomeriggio nella gara del Golden League a Zurigo. Pamela Jelimo (il razzo di Kapsabet) ha appena vinto la medaglia d'oro negli 800 metri alle olimpiadi. Di famiglia poverissima che vive in abitazioni semi permanenti in un povero villaggio, con la madre di otto figli, abbandonata dal marito e allevata dal nonno. Durante le olimpiadi stentavano a vedere le gare, sul piccolo televisore quasi sempre con la batteria scarica. Per la gara degli 800 metri rischiavano di non vederla a vincere. Per fortuna un trattore agricolo di passaggio offriva l'uso della batteria. Il nonno ha promesso di regalare una gallina alla nipote non appena ritorna al villaggio.

Lo sport dei ricchi. Incollati alle poltrone sono nove i parlamentari, tra i quali tre ministri del governo, denunciati di corruzione, furto, appropriazione illegale di terreni e incitamento alla violenza elettorale. I tre ministri sono: il vice premier Mudavadi, il ministro dell'Agricoltura Rutto e quello dell'educazione Ongeri querelati dalla "Commissione Anti Corruzione" Benché esista un codice di condotta per i membri del governo, parlamentari, magistrati ecc nessuno dei sopra nominati si sogna di dimettersi per facilitare le indagini.

A cura di Geofer.